
Sono passati vent’anni dal primo Metal Gear, l’originale gioco per MSX2 che rese noto il giovane Hideo Kojima. Si trattava di una rivisitazione del classico shooter militare con visuale dall’alto - il protagonista, il super soldato dal nome Snake, veniva introdotto dietro linee nemiche per rovesciare il regime dispotico di un ex mercenario senza scrupoli, il cattivo dal generico nome di Big Boss. Dopo i primi minuti di gioco tuttavia, risulta evidente l’intento innovatore e rivoluzionario del contesto: vestiti i panni di Snake, si è inizialmente del tutto disarmati; inoltre i nemici che dovessero scorgerci appaiono pronti a chiamare in soccorso, dal limite dello schermo, schiere senza fine dei loro compagni pronti ad aiutarli. Lo scopo del giocatore, mentre esplora la fortezza del nemico in cerca di ostaggi ed equipaggiamento, risulta dunque essere il mantenimento dell’anonimato e della furtività. Attraverso una lunga ed elaborata avventura si giungeva al confronto finale con l’arma segreta di Big Boss, il gigantesco robot da guerra che da il titolo al gioco. Metal Gear non fu il primo stealth game (il primato spetta all’arcade 005, prodotto da Sega nel 1981) ma riusciva indubbiamente a coniugare queste meccaniche inconsuete con una trama molto complessa per l’epoca, narrata al giocatore attraverso il transceiver, lo strumento di comunicazione a distanza che è diventato uno dei simboli di questa serie. Il gioco venne convertito entro l’anno per NES, la popolarissima console ad 8 bit della Nintendo, e nel 1990 ebbe un seguito in cui l’elemento narrativo veniva ulteriormente favorito da sequenze di intermezzo animate, ed arricchito con questioni etiche e filosofiche piuttosto profonde.Ma il momento più alto della serie, e la sua rinascita come caposaldo del videogioco moderno, avvenne nel 1998 con la release di Metal Gear Solid su Playstation. Il franchise veniva reimmaginato come vero e proprio film interattivo, ricco di spunti di analisi, momenti coinvolgenti e scene d’azione particolarmente epiche: il protagonista era stato ribatezzato Solid Snake e tornava in servizio dopo 6 anni per una missione in Alaska, con l’obiettivo di scongiurare l’uso, ad opera dell’organizzazione terroristica FOXHOUND, di un terribile nuovo modello del mecha bipede Metal Gear. Nella narrazione vengono introdotte ulteriori tematiche controverse ed adulte quali la clonazione umana ed il ruolo delle super-potenze nell’ordine mondiale, e Kojima fa sfoggio della sua cultura registica e cinematografica con una ricca rete di citazioni dal grado variabile di evidenza. Ad oggi lo stesso presupposto di un’organizzazione segreta che manovra i capi di stato più potenti del mondo, appena accennata nel primo MGS, è stata sviluppata nel seguito per Playstation 2 - un gioco inviso ai fan (per la scelta di un nuovo protagonista) ma che ha avuto il merito di sviluppare l’ambientazione fantascientifica e tecnologica che rivedremo nell’imminente Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots.Abbandonato il filone del prequel immediato, che narrava con un flashback la storia dell’eroico soldato destinato a diventare Big Boss, con Metal Gear Solid 4 Hideo Kojima sembra voler dare una svolta alla serie tornando nel contempo alle tematiche della linea editoriale più vecchia ed amata. Il protagonista, uno Snake non più giovanissimo (il gioco si svolge nel 2014) ma ancora più temibile e carismatico, si muove per ambienti urbani distopici e riassunti dallo slogan “no place to hide” - dunque l’intento sembrerebbe quello di eliminare gli artifici rigidi e precalcolati che ancora caratterizzavano la serie, quali il modo sempre uguale in cui il nemico reagiva agli allarmi e le mosse da eseguire per sfuggirgli. Come si intuiva da alcune sequenze degli ultimi due giochi, l’antagonista del caso sarà il personaggio ricorrente Revolver Ocelot, caratterizzato per l’occasione con il pre-nome Liquid, che fu del clone malvagio e vecchio nemico di Solid Snake. La nuova squadra di mercenari che fornirà i boss di fine livello, una caratteristica fissa dall’uscita del primo gioco per Playstation, non sarà più FOXHOUND (ricostituita con un ruolo di eroi positivi) ma piuttosto un gruppo di agenti dal nome di Beauty and the Beast, non esenti da riferimenti meccanici e velati alle precedenti iterazioni della serie - una dei componenti, che sono tutte donne, appare in questa immagine con delle marionette di Psycho Mantis e The Sorrow.




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