sabato 18 ottobre 2008

Il meglio è arrivato


La prima domanda sorge spontanea? Metal Gear Solid 4 ci ha dato veramente ciò che volevamo?
Guns of the Patriots, per riprendere il nostro sondaggio sulle aspettative è un mix di emozioni, una sintesi tra film e videogame e probabilmente il miglior episodio della saga.
Non è facile sostenere ciò, dopo che almeno per il sottoscritto, per 10 anni nessun MGS era riuscito a spodestare il primo episodio per PSX apparso nel lontano 1998, quello che ha fatto innamorare tutti noi di quel capolavoro videoludico chiamato Metal Gear Solid.
Guns of the Patriots è il capitolo finale della nostra saga, mette definitivamente la parola "The End" alla storia di Solid Snake e a quella di tutti i personaggi a lui collegati. Da oggi non ci sarà più nessun Solid Snake, nessun Raiden, nessun Campbell, nessuna Naomi Hunter, nessuna Meryl Silverburgh. Tutti questi personaggi che noi abbiamo imparato ad amare hanno chiuso il loro ciclo. E' triste pensare ciò se si considera che siamo cresciuti con loro, che ci siamo emozionati con loro.
Parlare di MGS4 senza andare incontro a spoiler è difficile, ma ci proverò comunque. Innanzitutto l'ultimo capolavoro di Kojima non è un videogioco, è un film vero e proprio. La prima volta che lo si vive si cerca di completare il più velocemente possibile le parti giocate, per arrivare al prossimo video. I tagli cinematografici sono stupendi, Kojima non ha nulla da invidiare ai vari registi hollywoodiani, dove forse anche a riguardo ha, invece, qualcosa da insegnare. Perfino alcune scene di gioco sembrano un film, MGS4 è davvero la perfetta sintesi tra cinema e videogioco.
Una volta completato, si rimane con un senso di vuoto e un dubbio viene spontaneo: MGS4 è un capolavoro o un gioco al di sotto dei precedenti? Dopo qualche ora di riflessione la risposta vien da sè: si tratta della più grande opera che abbia visto la luce negli ultimi 20 anni. Tutte le risposte alle domande che ci eravamo posti sono incarnate in quest'opera, è il momento della consacrazione di ogni singolo dettaglio di Metal Gear Solid.
Il senso di vuoto è dato dalla nuova concezione di MGS che Guns of the Patriots ci da: perfino le parole di Naomi del finale del primo capitolo ( "L'importante è che tu abbia scelto la vita. E allora vivi Snake." ) assumono un'altra sfumatura, più triste e più profonda di quel che ci sono mai potute sembrare.
Chi sono i Patrios? Esistono davvero? Quant'è bella la vita? Cosa dobbiamo trasmettere alle prossime generazioni? Le esperienze possono cambiare una persona? E se si, in meglio o in peggio?
Metal Gear Solid 4 risponde a tutte queste domande, perché evidentemente anche un videogioco può far crescere una persona. E perché dopotutto Guns of the Patriots non è un videogioco, ma semplicemente un'esperienza di vita che va vissuta fino in fondo, in grado di commuoverci e cambiarci come fece 10 anni fa.
Non credevo che sarei mai arrivato a sostenere ciò, ma:
Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots è IL Metal Gear Solid per eccellenza.
Grazie Maestro Kojima, per averci concesso quest'ultimo Capolavoro. commentate la vostra opinione

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